Cinque operai diventano imprenditori

Articolo dell’Eco di Bergamo
sulla nostra cooperativa
il 10 febbraio 2016.

 

Se c’è una cosa che insegna questa vicenda è che la forza di volontà – unita a un pizzico di fortuna – può fare molto. Siamo in Val Seriana, a Ponte Nossa, quando all’inizio dell’anno scorso ai 75 dipendenti della Ardes (che produceva piccoli elettrodomestici) viene comunicato che – a causa delle difficoltà degli ultimi due anni – l’azienda cesserà l’attività. Ad attendere i lavoratori la solita trafila: ammortizzatori sociali e prospettive di ricollocamento non semplici anche per questioni anagrafiche.

Ma cinque di loro – tutti operai, tutti over 30 – azzardano una scommessa: portare avanti l’attività dell’azienda.

 

Da operai a imprenditori: i cinque soci al lavoro nella Cooperativa Sul Serio di Ponte Nossa (FOTO FRONZI)

 

Perché? «Perché dopo 20 anni che svolgiamo lo stesso lavoro, sarebbe stato difficile ripartire da zero in un altro settore – spiega Antonella Bigoni, una dei soci della Cooperativa Sul Serio -. E poi con un’età che va dai 37 ai 54 anni, la strada sarebbe stata tutta in salita». Il gruppetto di colleghi-amici in quattro e quattr’otto si attiva per capire come ripartire e opta per la strada della cooperativa, sostenuta dal Consorzio Coesi Servizi, socio di Confcooperative Bergamo. E il 23 giugno nasce appunto la Cooperativa Sul Serio, specializzata nella produzione di scaldaletto, scaldini, fornelli elettrici e a gas, grattugge, paioli e passapomodoro elettrici, oltre che di affettatrici.

La fortuna sta nel fatto che, mentre la Ardes (società collegata alla Scame Parre) viene messa in liquidazione volontaria, la Poly Pool, attiva nel commercio di materiale elettrico nella grande distribuzione (e controllata da Scame Parre) ne prende in affitto un ramo d’azienda, mantenendo il marchio. E i cinque soci – quattro donne e un uomo – della cooperativa si propongono per occuparsi della produzione e prendere in affitto capannoni e macchinari. Accordo fatto: ora non resta che trasformarsi in imprenditori.

«È dura – racconta Antonella, che si è buttata in quest’avventura insieme ad Angelo Roggerini, Marika Simoncelli, Miriam Legrenzi e Maria Bambina Prioli – perché quando eravamo dipendenti dopo una giornata di lavoro di otto ore tornavamo a casa senza pensieri, mentre adesso anche se torni a casa non stacchi mai completamente dal lavoro». Però, dice, «c’è più soddisfazione e una maggiore motivazione». E comunque, spiega Antonella, «io, ad esempio, ho dovuto imparare ad usare il computer e e anche a fare i conti con le tante pratiche burocratiche ».

Fatto sta che, mettici l’impegno, mettici la determinazione, a fine 2015 la cooperativa è riuscita a dare lavoro (con un contratto a termine) ad altre 15 persone, la maggior parte ex dipendenti Ardes (altri lavoratori dell’azienda di Ponte Nossa sono stati riassorbiti da Poly Pool e Scame Parre).
«L’obiettivo – precisa Antonella – è crescere, sia come soci che come lavoro: puntiamo a conquistare nuovi clienti (uno è lo Spazzolificio Ccag Crotti di Osio Sopra, ndr), lavorare non ci spaventa».

A questo proposito Giuseppe Guerini, presidente di Confcooperative Bergamo, sottolinea che «si è trattato di una bella scommessa dal punto di vista imprenditoriale e l’essere partiti con la costituzione di una cooperativa consente di avviare un’attività senza un esborso importante di capitali». Cinquecento euro a testa, più qualche risparmio per continuare ad avere un lavoro.

Francesca Belotti (L’Eco di Bergamo)

 

 

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2016-02-10_Cinque_operai_diventano_imprenditori_(EcoBg)

 

 

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